Buddha-Faq

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materiali per la mente
27/06/2004


Emiliano chiedeva quali sono i criteri per distinguere un'azione positiva da una negativa,
ad un mio esempio:

".... se una persona uccide, questo atto è negativo xché produce Karma negativo."

Emiliano ribatte:

"Obhund, questa non è una risposta, ma una tautologia: produce karma negativo perchè è
negativo. Non dai una spiegazione ma riproponi lo stesso concetto due volte."

Credo che ci sia da fare un chiarimento sul significato del termine Karma.
Karma non è un sinonimo di azione negativa per cui dire azione negativa equivale a dire Karma negativo. Karma non è neanche sinonimo di azione, per cui chi commette un'azione commette un karma.


Per Karma si intende l'effetto di un'azione, di una parola, di un pensiero, volitivi, cioè voluti da una persona; sono perciò esclusi gli animali, gli insetti e gli umani non in grado di intendere o di volere o comunque non coscienti dei risultati dei loro atti.

Se quindi un animale uccide per nutrirsi non matura nessun tipo di Karma; se camminando un essere umano schiaccia una lumaca che non aveva visto, non matura alcun tipo di Karma.
Se un bambino, mentre il padre sta cambiando una lampadina riattacca la corrente che il genitore aveva precedentemente tolto e provoca in tal modo la morte di lui, non matura
alcun Karma.

Per Karma si intende la legge inesorabile, che fa sì che ogni azione, pensiero, parola volitivi, ritornino a chi li ha compiuti, quando sono maturi, nella stessa forma e con lo stesso valore positivo o negativo.
In questo senso il Karma è chiamato anche (personalmente non amo questa definizione) la Legge della retribuzioni delle azioni.

Si pone ora la questione di decidere cos'è negativo e cos'è positivo.

Occorre ricordare che il buddhismo non riconosce alcun tipo di entità né naturale né sovrannaturale che funga da giudice della negatività o positività e che quindi somministri eventuali pene o benedizioni.

La negatività è data dagli effetti causati in coloro che ricevono le nostre azioni o parole,
e quindi, considerando che poi le stesse ci ritornano è data da noi stessi.

Esemplificando si può dire quindi che se una persona uccide, verrà in questa o nelle prossime vita uccisa e che, a meno che la persona che ha compiuto l'omicidio gradisca essere ucciso l'uccisione produce un Karma negativo e quindi uccidere è un atto negativo.

La negatività di alcuni comportamenti, e quindi la negatività del Karma che compiendo gli stessi si produce, è poi maggiormente sottolineata dal fatto che il meccanismo di maturazione del Karma (cioé il ripresentarsi dell'atto negativo) non è limitato temporalmente alla vita nella quale è stato compiuto l'atto. Il Karma prodotto da quell'azione può venire a maturazione in vite successive, deve cioé fare una sorta di "fila".

Quando il frutto dell'azione verrà a maturazione, la persona che lo sconterà non avrà
coscienza che esso è il prodotto di qualcosa che egli stesso ha compiuto in una vita
precedente e quindi vivrà quello che gli sta accadendo come un'ingiustizia della quale non
sarà felice e che giudicherà negativamente.

Da quanto detto, si deduce che un'autentica etica buddhista senza la prospettiva delle rinascite governate dal nostro passato karmico, non è possibile.

(Su questo tema a chi ne faccia richiesta metto a disposizione l'illuminante articolo in lingua inglese del Professore Emerito, Winston L. King dell'Università Vanderbilt)

Ma del resto, l'improponibilità di un'etica slegata dal fattore religioso è cosa comune a qualsiasi religione.

Riallacciandomi all'acuto intervento di Aquila Reale, che tra l'altro scrive:

"..... secondo me il criterio valido per tutti gli uomini è essenzialmente il rispetto
assoluto per il prossimo, a prescindere dalle ideologie o dalle ragioni di discordia."

La nostra amica ha certamente ragione, ella si richiama a quella che va sotto il nome di
"Legge Naturale", una sorta di spiegazione atropologico-social-politica del perché l'etica vigente (non uccidere, non rubare, non tradire, ...etc.etc.) sia l'unica possibile affinché
una società si sviluppi e non muoia.

La Legge Naturale esiste e sicuramente funziona, ma da sola non giustifica un comportamento etico da parte del singolo, in quanto lo stesso può sempre autogiustificarsi pensando che se "solo" lui o solo "pochi" avranno un comportamento non etico questo non comprometterà tutta a società.
















postato da obhund alle ore 00:54 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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24/06/2004


Qualsiasi sia il tipo di sensazione che si sperimenta, gradevole o
indifferente, ci si compiace di questa sensazione, la si ama, vi ci
si attacca. Così facendo la brama si risveglia; ma la brama delle
sensazioni significa attaccamento all'esistenza e da ciò dipende il
processo del divenire, dal quale dipende la rinascita e tutto ciò che
ne consegue: la vecchiaia, la morte, il dolore, le lamentazioni, la
pena, la sofferenza, e la disperazione. Ecco come si formano tutte
queste sofferenze.

Majjhima Nikàya









postato da obhund alle ore 18:20 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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09/06/2004


Emiliano scrive:

"....... perchè i cinque precetti dovrebbero garantirmi un karma positivo
anzichè un karma negativo?"

In base alla Legge della Coproduzione Condizionata. Ogni atto, pensiero,
parola produce un effetto, gli effetti sono negativi se gli atti i
pensieri le parole erano negative.
Questo è sotto gli occhi di tutti, credo non ci sia di che discuterne.

Che poi esista un karma e che questo produca le rinascite certamente
richiede una fede che si può non avere (come quella in un dio creatore).
La differrenza è che anche se non hai la mia fede ma produci karma
positivo  avrai buone rinascite, se invece azzeri il tuo karma (difficile
farlo casualmente) addirittura non rinasci più; questo senza che tu abbia
mai creduto o conosciuto il Buddha

"E poi, se la vita è sofferenza, che senso ha questo universo? davvero
esiste così, senza alcun senso?"

Il Buddha, interrogato per l'ennesima volta su questioni tipo creazione
dell'universo, durata dello stesso etc. etc. Rispose cogliendo da terra
una manciata di foglie secche e chiese:- Ditemi, sono più le foglie che
ho in mano o quelle sulle cime degli alberi.-
-Sono più le foglie sui rami degli alberi.- Risposero i discepoli.
-Lo stesso è per le cose che conosco e che non vi ho detto.-
Replicò l'Illuminato. Il significato di questa risposta è lo stesso che
ho esposto nel comment precedente relativamente alla domanda di Hecate.

"Non dicevi tu da qualche altra parte che per un buddista in realtà non
esistono azioni negative o positive assolute, ma dipende dal contesto?"

Mi dispiace ma non ho detto una cosa simile, volevo dire che se uno vuol
fare il male lo può fare, basta che sia disposto a pagarne le conseguenze.

Hecate scrive:

"Una precisazione: attività sessuale irresponsabile che significa?
E uso di sostanze che stordiscono la coscienza, si intende droghe?
E se sono le droge vengono punite tutte?  Per quale motivo?"


Cara Hecate, spero sia chiaro che nel buddhismo non esiste il concetto
di punizione, concetto che richiederebbe un giudice ed un'autorità che poi
eseguano le punizioni stesse. Il buddhismo spiega un meccanismo naturale
eterno ed ineluttabile, il Karma. Il modo primario per ottenere
questo risultato é il controllo della nostra mente; ora fare uso di
sostanze stupefacenti o inebrianti (alcool e spinello compresi) non
aiuta certo tale controllo, a questo c'è da aggiungere il karma prodotto
dalla reiterata ricerca di un piacere affimero.

Per attività sessuale irresponsabile si intende quella tesa al solo
raggiungimento del proprio piacere, o quella tesa al raggiungimento dello
stesso a scapito dell'altro o quella contraria ad un patto di fedeltà
fatto con un'altra persona (leggi fare le corna). Oppure una vita spesa
solo nel tentativo di fare sesso; anche l'autoerotismo è irresponsabile.

Occorre naturalmente pesare le cose, un pò di frenesia sessuale a vent'anni
quando tutto è ancora da scoprire è una cosa quasi fisiologica. L'andare a
ballare tutte le sere per "cuccare" quando se ne hanno 40 di anni è
un'altra cosa.

Nel primo caso si è un/a giovane che scopre la vita, nel secondo uno/a
squallidone/a governato dai suoi istinti e che pertanto poco si discosta,
nel tipo di vita, da un animale.









































postato da obhund alle ore 23:26 | Permalink | commenti (15) / commenti (15) (pop-up)
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03/06/2004


Hecate scrive:

Secondo il buddhismo come si è formato il mondo?

Una delle più evidenti differenze tra il buddhismo e le religioni
teocentriste è che Buddha, pone al centro del suo messaggio l'uomo
ed il suo dolore. Il dolore discende dalla nascita, essendo le rinascite
infinite, il dolore è infinito.

Coerente con il suo scopo, Buddha quindi rigetta i sofismi cavillosi e
le argomentazioni intellettualistiche dai brahmani (sacerdoti induisti).
In tale senso illuminante é la risposta che Buddha diede a Malunkyaputto:

"Chi, Malunkyaputto dicesse così: Io non menerò vita religiosa presso il
Sublime prima che il Sublime  mi abbia partecipato se il mondo è eterno,
se il mondo è finito od infinito, se vita o corpo sono lo stesso od altro."

.........


Di quell'uomo, Malunkyaputto, sarebbe come se un uomo fosse colpito con
una freccia dalla punta spalmata di veleno; ed i suoi amici e compagni,
parenti e congiunti gli procurassero un medico chirurgo; egli però dicesse:
"Non voglio far estrarre questa freccia prima che io sappia che uomo mi
ha colpito, se un guerriero o  sacerdote o borghese o servo"; e dicesse:

"Non voglio far estrarre questa freccia prima che io sappia che uomo mi
ha colpito, di che nome, di che gente"; e dicesse:

"Non voglio far estrarre questa freccia prima che io sappia che uomo mi ha
colpito:
se alto basso o medio....
se nero bruno o giallo di pelle.....
di qual villaggio o borgata o città abitante egli sia....
prima che io sappia che arco mi ha colpito se piccolo o grande....

..............
..............

"Non voglio far estrarre questa freccia prima che io sappia che cuspide mi 
ha colpito di che forma: se diritta, curva od uncinata o a forma di dente
di vaccina o di foglia di oleandro":

non riuscirebbe, Malunkyaputto, quell'uomo a saperne abbastanza che prima
egli se ne morrebbe."

In altri libri del Canone Buddhista si può comunque trovare la descrizione
della nascita e dell'evoluzione di un mondo. Leggendola si resta affascinati
perché estremamente simile alle moderne teorie della fisica o della biologia.

L'esistenza di diverse forme di vita su altri mondi (pianeti) per il buddhismo
non è un'eventualità, bensì una certezza, l'eventuale scoperta da parte
dell'umanità di queste vite, non provocherebbe nel buddhismo nessun bisogno
di aggiornamento dottrinale, cosa che temo avverrebbe, per le religioni
teistiche...:)

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Emiliano scrive:

"come si può discernere un karma positivo da un karma negativo?"

Il Karma è l'inesorabile maturazione di ogni atto volitivo che, compiuto
in un'esistenza , predetermina automaticamente un momento correlato in
un'esistenza futura. La produzione di Karma, sia esso positivo che
negativo, porta ad una rinascita corrispondente come qualità e durata
al karma maturato.

Per evitare le rinascite (questo è il fine ultimo del buddhismo) occorre
non avere alcun Karma.

Producono Karma negativo i pensieri, le parole, gli atti volontari e
coscienti che nuocciono ad altri esseri viventi (animali ed insetti
compresi).

Da questo postulato discende la moralità buddhista che si può riassumere
in tre punti:  Evita il male, produci il bene, purifica la mente.

In forma appena più approfondita il codice di comportamento proposto ai
laici si chiama  "i Cinque precetti" (Pancha Sila):

Astenersi dal togliere la vita ad esseri viventi
Astenersi dal prendere il non dato
Astenersi da attività sessuale irreponsabile o dannosa per altri
Astenersi dagli abusi dannosi del linguaggio
Astenersi dall'uso di sostanze che stordiscono la coscienza

I Cinque Precetti, garantiscono rinascite buone in condizioni piacevoli.

Per i monaci e le monache ci sono circa 227 regole supplementari, tese
però all'estinzione totale della sete e quindi all'uscita dal ciclo delle
rinascite.













































postato da obhund alle ore 20:50 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
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